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Mirka Francia, il tempo si è fermato

Palmares da far invidia a Ronaldo e Messi: 18 titoli con il club (tra cui 3 campionati italiani, 1 turco, 2 champions league 2 coppe Cev 1 Coppa delle coppe).
19 medaglie con la Nazionale cubana (tra cui 2 ori olimpici e 2 ori mondiali)

Donna e giocatrice strepitosa che sembra aver portato il tempo dalla sua parte, Mirka Francia ha rimesso le ginocchiere a 44 anni, dopo 3 anni di inattività.

Una carriera nel ruolo di  centrale, poi passata schiacciatrice,  ora gioca da opposta con la Pallavolo Perugia.

Come è nata la passione per il volley?

Ho iniziato all’età di nove anni in maniera casuale. Accompagnavo mia sorella maggiore alla selezione per entrare nella squadra di basket e stavo seduta ad aspettare, quando si avvicinò quella che poi sarebbe stata la mia allenatrice proponendomi di andare a provare a giocare a pallavolo il giorno dopo, visto l’altezza e la struttura fisica .

Come sei arrivata in Nazionale?

Dopo aver svolto tutto il percorso base nella mia città ( Santa Clara ) , nella scuola di sviluppo sportivo EIDE, mi selezionarono a tredici anni per la Nazionale Juniores a L’Avana. Vista  la giovanissima età i miei genitori erano contrari,  sapevano che sarei rimasta tutto l’anno lontano da casa. Dopo vari tentativi da parte dello staff della Nazionale , anche loro si convinsero della mia determinazione e passione e mi lasciarono andare. La selezione veniva fatta in base ai risultati ottenuti nei campionati nazionali giovanili dove vincevo spesso il premio di miglior attaccante.
Il percorso nella nazionale juniores è stato molto breve perché già a diciassette anni mi chiamarono in pianta stabile nella rosa della nazionale maggiore.

Come era la scuola pallavolistica cubana? Quanto vi allenavate?

Gli allenamenti con la Nazionale giovanile si svolgevano tutti i giorni nel pomeriggio all’incirca della durata di tre ore, lavorando molto sulla resistenza , velocità e soprattutto tanta tecnica, il periodo delle gare era breve, giocavamo pochissimo.
In Nazionale maggiore negli anni successivi ci si allenava in maniera più pesante, mattina e pomeriggio con solo due mattine libere, dove dovevamo frequentare l’università . Gli allenamenti duravano dalle tre alle quattro ore.
Veniva particolarmente curata la preparazione fisica con i pesi e le sedute atletiche , ma anche la parte tecnica. Avevamo  molto tempo a disposizione per perfezionare ogni aspetto del volley. Il periodo di competizioni internazionali era di qualche mese , che spesso per noi era la fase meno faticosa… In quegli anni, dal 1993 in poi, la nazionale cubana cominciò a fare parecchie tournee all’estero in collaborazione tecnica con Russia, Cina e Giappone per cui il nostro livello di gioco e conoscenza della pallavolo internazionale migliorò moltissimo .

Quale allenatore è stato particolarmente importante nella tua carriera?

Ho cominciato a Cuba con Eugenio George, premiato miglior allenatore del secolo. Ho iniziato come schiacciatrice ma per le esigenze della Nazionale cubana, mi sono spostata centrale.Quando sono arrivata a Perugia il coach Massimo Barbolini,  dopo due stagioni ha visto le mie capacità sulla palla alta e mi ha fatto passare schiacciatrice e di questo gliene sono grata.

Come sei arrivata in Italia?

In Italia sono arrivata nel 1998 con un contratto stipulato dalla Federazione cubana, in A2 A Firenze con cui vinsi subito il campionato, l’anno successivo andai alla Sirio Perugia insieme a Bell e Aguero sempre grazie al contratto stipulato tramite la federazione cubana.

Con quali compagne hai legato di più?

Nei primi anni ho legato con tutte le mie compagne di squadra ma in particolar modo con Tay (Aguero) che conosco da sempre. In palestra eravamo tutte molto serie e professionali, fuori dal campo la casinista più simpatica  credo sia sempre stata Simona Gioli.

 

La tua vittoria più importante?

L’Olimpiade del 1996 fu una cosa grandiosa, la mia prima Olimpiade un movimento enorme, tanti sportivi coronata con la vittoria dell’oro.
Ricordo con molto piacere anche il primo campionato vinto a Perugia, a Cuba ero ancora una giovane atleta, qui sono diventata protagonista. Ricordo il Palasport strapieno, una bella atmosfera.

 

Sei rimasta a vivere a Perugia, ti manca Cuba

A Perugia si vive molto bene, è una città accogliente con spazi verdi, le persone sono aperte, non ti giudicano per il colore della pelle o la nazionalità. Qui ho conosciuto mio marito, inoltre anche a Cuba vivevo in una città tranquilla a misura d’uomo. Cuba non mi manca perché fortunatamente  riesco ad andarci tutti gli anni , con la mia famiglia siamo sempre in contatto .

 

A 44 anni hai ripreso a giocare, quali sono i progetti per il futuro?

Il mio obiettivo non era quello, avevo smesso da 3 anni fa, ero entrata nella Pallavolo Perugia per trasmettere le mie conoscenze e insegnare alle più giovani. Poi la società aveva bisogno di un aiuto in campo e mi ha chiesto la disponibilità. Il mio obiettivo rimane comunque di fare l’allenatrice, attualmente alleno l’under 16 sono molto esigente, le ragazze lo apprezzano. E’ il mio primo anno da allenatrice, poi per le prospettive future  dipenderà dalle possibilità che arriveranno.

 

Parole di Mirka Francia un atleta che è andata Oltre la sfida!

 

 

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