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La febbre dell’oro

Anno nuovo vita nuova, Gennaio mentre impazza il campionato più bello del mondo, quale miglior periodo per fare progetti e programmare il futuro…
A 4 mesi dal termine del Campionato Mondiale maschile di Pallavolo in Italia, quale futuro ci attende?
Il ranking mondiale Fivb ci vede al 3° posto, cosa manca alla Nazionale italiana maschile per conquistare di nuovo un oro?

Facciamo qualche riflessione sull’ultima maifestazione internazionale.
Per stare al vertice è diventato imprescindibile avere centrali molto alti, in grado di contrastare i primi tempi avversari giocati ad altezze monstre. I centrali delle prime 6 formazioni classificate, hanno altezza stratosferiche: Russia 213 (media dei 2 centrali titolari) – Brasile 209 – Polonia 207,5 – Italia 206 – Serbia 204 – Usa 203.
Nel ruolo del libero premiati glia atleti con più esperienza, diventando così un ruolo che lascia aperte molte prospettive non solo per gli atleti bassi di statura, ma anche per quelli con carriera avanzata. L’età media dei liberi dei migliori 6 team è di quasi 32 anni.

Gli schiacciatori ricevitori tendono verso due modelli: media statura e grandi abilità tecniche come Kubiak e Sander, oppure statura elevata, grande potenza ma minore qualità tecnica come Russel e Kliuka. In generale il peso dei giocatori tecnici in questo ruolo è da qualche anno in crescita, l’essere chiamati a ricevere e attaccare fa si che la capacità di controllo dei fondamentali di seconda linea sia sempre di più una priorità. Il polacco Kubiak ha disputato un campionato mondiale straordinario, come sottolineato anche da Lorenzo Bernardi.

 

In attacco si sono visti colpi anomali e fantasiosi basati non solo sulla potenza: pallonetti, “pallette” piazzate in controtempo, palle infilate tra il muro e la rete e diversi punti ottenuti addirittura con il palleggio in salto.
La Polonia ha mostrato un gioco di altissimo livello in progressivo crescendo, molto continuo in tutti i fondamentali, senza subire sbalzi emotivi. Il coach Heynen dopo il 3° posto al Mondiale 2014 alla guida della Germania e il 4° posto Europeo con il Belgio (dove ha eliminato l’Italia), ha fatto di nuovo un ottimo lavoro! Piccola nota: a breve la Polonia avrà disponibile in Nazionale anche Leon!

I sistemi di copertura spesso sottovalutati, hanno inciso molto sull’esito di alcuni set rendendo rigiocabili molti palloni murati, particolarmente qualitative nel fondamentale Serbia e gli Usa.
Il potenziale tecnico della squadra italiana è apparso di medio-alto livello, forse la Nazionale più qualitativa dell’ultimo decennio, in un momento storico in cui però ci sono altri team estremamente competitivi.

L’Italia con 202 cm di altezza media del sestetto titolare, delle prime 6 classificate è dietro solo alla Russia con i suoi 205 di media. Seguono poi Polonia e Usa 201 cm – Brasile 200,5 cm – Serbia 199 cm.

La fisicità italiana nei fondamentali di attacco è equiparata dagli altri top team, per riuscire a scalare gradini in futuro, occorrerà forse una mentalità più tendente al sacrificio e più auto-esigente nelle fasi difensive.
La nostra Nazionale nei match contro le squadre di prima fascia è apparsa in affanno, con un gioco discontinuo “a sprazzi”, dando la sensazione di essere chiamata ad esprimere un livello a cui non era avvezza.
L’impressione è che le squadre migliori abbiamo qualcosa in più sia a livello individuale che a livello di gioco, i valori assoluti sono ancora distanti nella capacità media di prestazione.

L’Italia è apparsa molto discontinua nel fondamentale del servizio, dove nel jump spin è mancato un disegno tattico, mentre le altre squadre hanno avuto nei match più importanti una buona regolarità e un ottima capacità di ricerca delle linee laterali.
Difficoltà notate anche nel piazzamento della guida di muro nelle azioni di palla alta avversaria, dove spesso i laterali si sono lasciati anticipare dall’attaccante avversario senza dare un riferimento corretto al centrale.

Analizzando i ruoli della Nazionale italiana, palleggiatore opposto e libero sono coperti da top players a livello mondiale; il reparto dei centrali è solido e con tanti giovani emergenti (anche se le squadre migliori sono un passo più avanti).
Schiacciatori ricevitori: con Zaytsev schierato da opposto e Juantorena che lascia la Nazionale, il vuoto in posto 4 rischia di diventare molto ingombrante.

Infine il successo organizzativo è stato assoluto con palazzetti pieni anche alle fasi finali dove non giocava l’Italia, ed anche molto caldi e passionali. I campioni dell’italvolley come al solito sono stati molto disponibili e alla portata dei tifosi contribuendo a creare un’atmosfera davvero unica.
Gli ascolti tv in prima serata sono stati ottimi, dimostrando che nonostante l’Italia non vinca l’oro da un po’, ormai la pallavolo è diventato uno degli sport nazionali, seguito da tanti appassionati, guardato con simpatia da una moltitudine di persone e con interesse crescente dagli sponsor.
Insomma l’ultimo gradino è sempre il più difficile, ma la voglia di vincere può fare miracoli!
E allora forza Italia andiamo Oltrelasfida!

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