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Julio Velasco: perchè lascia la carriera di allenatore

Julio Velasco ha comunicato di voler terminare la sua brillante carriera di allenatore. Perchè?

Questa è la domanda che in tanti si fanno.

“Smetto senza aspettare il declino” queste le sue parole.

Nel mondo dello sport l’abbandono di Velasco è vissuto come una grande perdita.

L’uomo che ha cambiato la pallavolo italiana e dato un impronta indelebile al volley mondiale, è entrato nel cuore di tanti.

Per raccontarlo  abbiamo deciso di ascoltare due sue interviste  e la voce dei suoi campioni.

“Nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso” in questi 2 minuti la storia degli inizi.

Un allenatore che ha vinto tanto: 2 titoli mondiali, 3 titoli europei, 1 argento olimpico, 8 scudetti solo per citarne alcuni. Ma oltre a questo c’è di più, filosofo comunicatore di cui presto si è accorto anche il mondo del calcio.

Incontri Julio e rimani folgorato, Cragnotti che lo portò alla Lazio, Moratti che lo volle all’Inter, Guardiola che racconta di un momento, al termine della sua carriera di calciatore prima di iniziare ad allenare, che gli ha cambiato il modo di pensare al ruolo di allenatore:

 

“Ero a Roma vedo in tv l’intervista all’allenatore della Nazionale Italiana Julio Velasco, rimango affascinato e decido di chiamarlo < Salve signor Velasco son Pep Guardiola mi piacerebbe invitarla a pranzo >. Lui accetta parliamo di un mio eventuale futuro da allenatore e mi dice:  

< devi capire Pep che quando decidi di allenare, devi avere chiarissima una cosa,  non puoi provare a cambiare i giocatori, i giocatori sono come sono. Ci hanno sempre detto che i giocatori sono tutti uguali, è una grande bugia. I giocatori sono persone diverse tra loro. La chiave di tutto è trovare il modo , quello non è mai uguale e non è trasferibile. Ecco perché è così bello il nostro mestiere: le decisioni che ieri sono servite oggi non servono più.>”

 

Guardate l’accoglienza ricevuta a “Il laureato” in questo video di rai3.

Mentalità vincente, fare bene le cose o farle meglio di altri, cultura degli alibi gustatevi questi 5 minuti

Allenatore, dirigente, relatore ma probabilmente avrebbe avuto successo in molti altri campi, perché persona dotata di intelligenza sopraffina sempre un passo avanti, capace di vedere le cose da prospettive sempre innovative.

Aneddoti e racconti di chi lo ha conosciuto bene in questo video tributo dei ragazzi che diventarono la generazione dei fenomeni.

Perché si ritira?

Di certo dopo aver portato Modena ad un passo dalla finale scudetto, giocando molto bene in semifinale, ha dimostrato di essere ancora al top. Un uomo che non ha mai accettato compromessi, forse non vuole piegarsi neanche ora. Non si sente in sintonia con la generazione dei “sempre connessi”? Domande a cui per ora non c’è risposta.

Un addio pesante,  ma siamo sicuri che a breve ti vedremo con altri abiti ma con la mente rivoluzionaria di sempre.

Ciao Julio ti aspettiamo presto per portarci ancora Oltrelasfida!

 

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