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Erik fa strike

Questa  è la storia di un ragazzo del ’96 diventato campione del mondo.

La storia di un ragazzo tosto, che di lavoro fa il fornaio e nel tempo libero gioca a bowling.

Erik Davolio inizia a giocare 6 anni fa con gli amici

E’ ancora un ragazzo, a volte sono la mamma il papà o il nonno ad accompagnarlo al bowling di Scandiano vicino a Reggio Emilia.

“Ogni lungo viaggio inizia con un primo passo” e il primo passo di Erik arriva quando il titolare del locale lo avvicina:    “Vedo che vieni spesso a giocare, ti piacerebbe entrare nella nostra quadra?”

“Si mi piacerebbe”  risponde il ragazzo che in quel momento di certo non immagina di diventare Campione del mondo di li a 6 anni.

La passione cresce e le qualità di gioco migliorano in fretta.

Erik cambia società passa dalla piccola Scandiano alla metropoli. Inizia a giocare con la storica società  A.s. Cobra Bowling Milano. Il giovane Erik è bravo e passa in Eccellenza (la categoria più importante)

Continua a fare di lavoro il panettiere ma intanto si allena forte.

Allenamenti di 4 ore per tre volte la settimana e tornei in giro per l’Italia quasi tutti i week-end.

E nel 2018 arriva la chiamata della Nazionale. Per la prima volta la maglia azzurra. Un sogno che si realizza.

C’è da giocare un Mondiale, duro, difficile: veniamo da un 22esimo posto all’ultimo Campionato del Mondo a Las Vegas.

Erik racconta “ Il gruppo della Nazionale è un gruppo nuovo, composto da alcuni atleti esperti primo fra tutti  il capitano Marco Reviglio, poi  Nicola Pongolini e Antonino Fiorentino giovani ma in Nazionale già da un po’. Poi ci sono i nuovi arrivati   Pierpaolo De Filippi che ha già disputato un mondiale a Monaco e  Marco Parapini che aveva già vestito la maglia della Nazionale Juniores.

E infine ci sono io che non avevo mai indossato la maglia della  Nazionale e sono il più giovane di età  e di esperienza”

Le squadre partecipanti sono tante 47, tutti pensano che sarà molto difficile arrivare in fondo.

Il primo giorno si giocano tre partite, il secondo giorno altrettante, al termine si somma il totale dei birilli abbattuti per determinare chi va in finale.

Erik ci racconta: “Al termine del primo giorno dopo il primo blocco di gare, eravamo quinti a 3 birilli dal 4° posto che garantisce l’accesso alla Finale. Già ci sembrava di aver fatto l’impresa.”

Ragazzo umile “La prima partita del secondo blocco non è andata benissimo, io personalmente ho giocato male.  I 3 birilli di ritardo dopo le prime 3 partite, sono diventati più di 100 da recuperare a squadre fortissime come Usa Canada Singapore Indonesia. Ci sembrava impossibile.”

“La partita dopo è andata un po’ meglio ma avevamo comunque 98 birilli da recuperare all’Indonesia che in quel momento era 4°.”

“L’ultima partita  abbiamo dato il massimo, siamo riusciti a fare veramente tanto… siamo entrati in finale addirittura come terzi,  con 19 birilli di vantaggio, molto pochi.”

Ora davanti ci sono squadre fortissime.

“Affrontiamo il Canada team con 3 atleti professionisti, vinciamo la prima partita. La seconda va al Canada. La terza è quella decisiva, siamo ad un passo dalla storia. L’unica medaglia vinta dall’Italia è un bronzo che risale al 1971. Vinciamo noi! Emozione incredibile, almeno l’argento è assicurato.”

Ma quale è il segreto di questa squadra che da un 22° posto riesce ad andare a medaglia con un gruppo per di più nuovo?

Erik ci dice: “Il Ct Brandolini ci ha aiutato ad approcciare i match con umiltà ,  accettando i tiri sbagliati senza innervosirci ,  pensando a ogni singolo tiro senza portarsi dietro l’errore.”

“ Gli altri punti di forza sono la determinazione e  l’unione;  il  gruppo è molto coeso tra di noi c’è un buon feeling.”

Inizia la Finalissima. A contendere l’oro ci sono gli Usa.

Team fortissimo, tutti atleti professionisti, ben pagati, molto popolari in Usa e in tutto il mondo.

Erik Davolio dice  “Io personalmente non li  avevo mai incontrati dal vivo, ma solo visti in tv. Affrontavo i miei idoli.”

Inizia la partita, sembra impossibile già essere li, ma lo sport insegna che a volte Davide può  battere Golia.

Gli speaker televisivi a stelle e strisce durante il match commentano la prestazione dell’Italia ripetendo:   “Unbelievable…unbelievable” incredibile. I giocatori americani  vivono un brutto film.

 

La nostra squadra è lanciata ha i nervi saldi, nell’ultima serie fa tutti strike. 2 a 0. E’ oro.

“C’è voluto qualche giorno per metabolizzare la cosa. Abbiamo avuto poco tempo per festeggiare, c’è stata una grande attenzione mediatica.  La prima cosa che ho fatto una volta arrivato a casa è stato riguardare la finale dal primo all’ultimo minuto.”

Storia di sport. La storia di un ragazzo di Reggio Emilia che in sei anni con il team nazionale arriva sul tetto del mondo. Uno con i piedi per terra che ama ciò che fa.

“Non cambierà nulla nella mia vita, sono quelle cose che fanno scalpore subito poi vanno scemando come è giusto che sia, io penso che continuerò a fare il fornaio e per hobby continuerò a giocare a bowling.”

Il bowling uno sport cult negli Usa, praticato da Fred Flinstone nel cartone animato “Gli antenati” e da Drugo nel film “Il grande Lebowski .

Ma come dice il coach della Nazionale Massimo Brandolini  “I tempi di Fonzie sono cambiati” citando il  personaggio della serie Happy Days che ha fatto conoscere  il bowling in tv in Italia negli anni ’70,  per quest’anno i Campioni siamo noi. La storia racconterà di un gruppo di giocatori dilettanti che riuscì a battere i professionisti e di un ragazzo esordiente che riuscirà a raggiungere l’oro.

Erik un giovane che abbatte birilli e va oltre la sfida!

Si ringrazia Erik Davolio per l’intervista concessa a www.oltrelasfida.it

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