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Tifoso offende atleta risponde

E’ giusto che un atleta risponda a gesti o verbalmente alle offese ricevute dai tifosi?

Così come gli attori o i cantanti, gli atleti che di professione offrono uno spettacolo devono rimanere indifferenti a qualsivoglia commento?

Molti giocatori non la pensano così e sono numerosi gli episodi di cronaca degli ultimi giorni,  in cui alcuni campioni hanno fatto sentire la propria voce.

Come Nick Krygios, l’estroso  tennista australiano diventato famoso per l’utilizzo in partita, in molteplici occasioni,  del servizio da sotto .

A Miami il gesto del servizio da sotto ha provocato l’ira di un tifoso che si è scagliato verbalmente contro di lui, ritenendo il gesto irriguardoso nei confronti dell’avversario.

Krygios ha risposto a parole “Perché sei qui stasera? Hai speso soldi per venirmi a vedere giocare? E’ domenica sera e tu hai pagato per vedermi.” Poi ha lanciato la pallina al tifoso inviperito e quando il tifoso veniva allontanato ha rivolto un saluto con la mano.

 

Non mancano casi simili nella pallavolo.

Il forte alzatore statunitense Micah Christenson in forza all’Azimut Modena,  al termine del match  Calzedonia Verona – Modena Volley in cui alcuni tifosi hanno rivolto offese a qualche giocatore, ha risposto così: “Pagare un biglietto non vuol dire poter mancare di rispetto. Per me non va bene. Non si può insultare gli atleti o le famiglie. Se fossimo faccia a faccia  non credo che un tifoso avrebbe il coraggio di insultarmi.”

Esiste un confine da non superare, quando le offese toccano dei valori particolarmente significativi è lecito aspettarsi una reazione.

Come nel caso del campione di basket Russel Westbrook

A Salt Lake City i tifosi di Utah Jazz,  durante la partita lo hanno apostrofato con insulti razzisti. A fine gara la stella di Oklahoma ha dichiarato ”Un giovane ragazzo e sua moglie hanno cominciato ad insultarmi dall’inizio, dicendomi ripetutamente di < starmene inginocchiato come sono abituato a fare > Qui ci sono tanti tifosi che prendono di mira me e la mia famiglia, noi giocatori non siamo protetti. Non accetto più queste offese. Non è giusto continuare così – conclude -, bisogna fare qualcosa di concreto per evitare episodi simili. Se dovesse ricapitare, non esiterò a ripetere le stesse identiche cose”.

Un professionista deve sempre accettare le critiche anche le più di dure,  ma le offese sono un’altra cosa.  Gli stadi e il mondo social offrono un sicuro nascondiglio a chi vuole sfogare la propria rabbia senza metterci la faccia.

A volte alle mancanze di rispetto dei tifosi arrivano risposte sul campo. Come nel caso di Cristiano Ronaldo che ha risposto con tre goal alle bordate di offese madrilene, eliminando di fatto l’Athletico Madrid dalla competizione più importante.

Non  contento ha condito il tutto con l’ormai famoso gesto rivolto ai tifosi avversari.

Mai provocare un campione, otterrai solo di spingerlo Oltre la sfida!

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